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Una ritrovata quotidianità…con nuove opportunità! Lo sguardo di Bruna (18)

Bruna Sironi, dal 2018 volontaria di Cittadinanza a Nairobi, collabora stabilmente con la rivista Nigrizia e ha alle spalle oltre 20 anni di cooperazione in Africa. Oggi ci regala uno splendido spaccato di quotidianità del centro Paolo’s Home, dove le attività sono riprese a pieno ritmo, seppur con nuove regole per mantenere la sicurezza. La bellezza del ritrovare la normalità…con qualche novità! Una ritrovata normalità Da poco piú di un mese il centro Paolo’s Home ha ripreso in pieno le sue attivitá. Il coronavirus ha inciso profondamente nel modo di lavorare, imponendo diverse procedure, ma non ha impedito di riprendere le attivitá con la consueta competenza e dedizione. Dalle 8,30 del mattino i bambini che frequentano il centro diurno – 18 in queste settimane, ma almeno altri due saranno ammessi prossimamente – arrivano sulla schiena delle mamme e vengono raccolti nell’aula piú spaziosa, adiacente ad una piccola cucina, per un

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Voci dall’India – Tamilarasan ed Ezhilarasan

Catherine Inbarajan, fondatrice e direttrice del Best New Life Shelter in India, ci racconta la storia di Tamil ed Ezil, due giovani frequentanti il centro di Arcot, Tamil Nadu, India. Tamilarasan ed Ezhilarasan sono due fratelli nati in una famiglia in condizioni di forte povertà, nella zona rurale vicino a Vellore (Tamil Nadu, India). Sono entrati al centro Best New Life Shelter 7 anni fa. I loro genitori hanno chiesto l’ammissione al BNLS dopo averli mandati alla scuola normale per alcuni anni, ignari delle disabilità intellettive dei loro figli. Si tratta di una famiglia in grande difficoltà, sia dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista sociale ed educativo. I genitori li hanno battezzati con nomi pieni di speranza e amore, TAMILARASAN significa “Re” della lingua tamil e EZHILARASAN significa “culto della bellezza”. I ragazzi hanno un ritardo mentale, un temperamento tranquillo e senza comportamenti di difficile

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A Nairobi si torna a scuola! Lo sguardo di Bruna (17)

Sembra che la pandemia stia pian piano attenuandosi in Kenya. Dall’inizio dell’anno i nuovi positivi e i morti per il contagio sono in diminuzione. E’ molto calato, peró, anche il numero dei tamponi effettuati quotidianamente e di conseguenza il controllo della circolazione del virus tra la popolazione, ma l’impressione é che il pericolo stia progressivamente diminuendo, almeno per il momento. Perció il paese sta progressivamente tornando alla normalitá. Riaprono le scuole, ma in molti mancano all’appello Il segno piú importante è la ripresa della scuola, o meglio delle lezioni per tutte le classi (per gli studenti delle classi d’esame erano giá cominciate in settembre). Il 4 gennaio è suonata la campanella di inizio del nuovo anno scolastico, ma i problemi da affrontare perché la situazione torni a quella dello scorso marzo, quando tutto si é fermato a causa della pandemia, rimangono enormi. Secondo calcoli ufficiali, il 25% dei bambini e

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Un 3 dicembre diverso dal solito. Lo sguardo di Bruna (16)

  La prima settimana di dicembre è internazionalmete dedicata a promuovere i diritti delle persone disabili. Il 3 dicembre é la giornata a loro dedicata dall’Onu. Un appuntamento prezioso per tutti Negli anni scorsi in questi giorni gli operatori di Paolo’s Home erano presissimi nell’organizzare una manifestazione festosa per le strade di Kibera, coinvolgendo altre organizzazioni del territorio. Protagoniste le mamme con i loro bambini con disabilità, finalmente a testa alta, piene di energia e di coraggio, pronte a sfidare senza timore i pregiudizi ancora cosí radicati nella societá keniana, e non solo, che le isolano e le colpevolizzano. Insieme a loro gli operatori del centro e di altre organizzazioni che si occupavano di disabilitá. In testa la banda che dava il ritmo delle danze che duravano per tutto il tempo del corteo. Veramente un’occasione emozionante che serviva a caricare tutti noi, a sostenerci per moltiplicare gli sforzi nei mesi che sarebbero

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La pandemia non rallenta. Lo sguardo di Bruna (15)

Anche in Kenya il coronavirus ha ricominciato a correre. Nell’ultima settimana i contagiati sono stati in media piú di 1000 al giorno e i morti una quindicina. Mai successo prima, neppure nel mese di luglio, quando si pensava che il contagio fosse giunto al suo apice. La nuova ondata dell’epidemia ha giá costretto alla chiusura diverse istituzioni e servizi. Secondo i mezzi d’informazione locali, hanno dovuto interrompere le attivitá gli uffici di almeno 8 contee (paragonabili alle nostre regioni ma con maggiori competenze e un maggior grado di autonomia), numerose scuole, aperte all’inizio di ottobre solo per le classi di esame, e diversi altri servizi pubblici. Impiegati, insegnanti e anche studenti sono stati contagiati in gran numero, perció hanno dovuto iniziare le cure e l’isolamento previsto dalle misure imposte dal governo e questo ha portato all’interruzione delle attivitá.  Secondo analisi della situazione, pure pubblicati dai mezzi d’informazione locali, la circolazione

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Alle brutte notizie non ci si abitua mai. Lo sguardo di Bruna (14)

Paolo’s Home e pandemia L’impatto della pandemia da coronavirus è stato rilevante anche sul lavoro e sulla “grande famiglia” di Paolo’s Home. Il centro ha rivisto la sua organizzazione per adeguarla alla nuova situazione e alle direttive del governo. Le attivitá sono riprese appena passato il primo periodo di emergenza, in cui era necessario valutare il reale impatto del contagio sul paese, e nelle baraccopoli in particolare. E sono riprese tenendo conto prima di tutto dell’emergenza alimentare. Grazie alla generositá dei donatori italiani, che hanno contribuito con piú di 9.000 euro al nostro appello di emergenza, e di un’associazione tedesca, Sign of Hope, il centro ha potuto effettuare 6 distribuzioni di pacchi alimentari a circa 180 famiglie di bambini ora o nel passato in cura presso Paolo’s Home. Erano tutte famiglie in gravi difficoltá per aver perso ogni fonte di reddito. Le distribuzioni periodiche, fatte nell’arco di circa quattro mesi,

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Kenya, niente riapertura delle scuole. Lo sguardo di Bruna (13)

Lunedí scorso, 28 settembre, grande era l’aspettativa per il discorso alla nazione del presidente Uhuru Kenyatta sulla situazione relativa alla pandemia da Covid 19 in Kenya. Da lui la gente si aspettava indicazioni sulla riapertura del paese dopo mesi di lockdown, rigoroso all’inizio e poi sempre piú attenuato, ma pur sempre segno di un problema non risolto. L’impatto della pandemia sulla vita dei keniani e sull’economia del paese è stato drammatico nonostante il fatto che, finora, il numero delle vittime sia stato piuttosto limitato. I morti ufficiali sono per ora poco piú di 700 e i positivi al virus poco piú di 38.500 su una popolazione di circa 47,6 milioni (censimento 2019). Nel paese, peró, si effettuano pochissime migliaia di tamponi al giorno e i risultati sono tutt’altro che tempestivi; é dunque difficile stimare quale sia la reale circolazione del virus . Debito e perdita dei posti di lavoro E’

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Paolo’s Home: ripresa e nuove routine

“Nei giorni scorsi sono passata a Paolo’s Home, c’era il training delle mamme. Mi son trovata davanti una bella situazione, distanze rispettate, tante mamme con i bambini in braccio e profumo di spezzatino di capra. In palestra c’erano al lavoro 3 fisioterapisti… ora la fisioterapia è attiva 5 giorni a settimana nella sede nuova di Karanja Road e 3 volte nell’ambulatorio di Kivuli. Ci sono molti nuovi bambini che la frequentano e un sacco di nuove richieste che purtroppo, in questa situazione, lo staff non riesce a prendere in considerazione. Nell’ambulatorio distaccato di Kivuli il numero dei bambini che frequentano la fisioterapia è cresciuto fino a 45 e ora riescono a garantire una seduta a settimana per ogni bambino, per non creare situazioni di affollamento. Anche nella sede centrale di Karanja il numero è aumentato e le sessioni a settimana previste per ogni bambino sono due”. (Bruna, volontaria di Cittadinanza

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Etiopia tra contagi e tensioni sociali

Sono stati e rimangono ad oggi giorni molto duri per l’Etiopia. Il paese è, infatti, teatro di una profonda crisi politica e sociale, in particolar modo in seguito alla decisione di posticipare le elezioni politiche previste per maggio e all’uccisione del popolare attivista Oromo Hachalu Hundessa, avvenuta lo scorso 29 giugno. Da fine giugno in tutta la regione dell’Oromia,  dove Cittadinanza svolge le sue attività sia all’interno dell’ospedale St. Luke sia con l’associazione VCBRA, si susseguono manifestazioni e violente proteste di persone che hanno attaccato proprietà private e contribuito, assieme alla repressione delle forze di sicurezza, all’uccisione di più di 200 persone. A questa grave situazione sociale si aggiunge l’emergenza sanitaria: i casi di COVID-19 sono infatti saliti in modo molto preoccupante nelle ultime settimane, sebbene il numero esiguo di test che in governo è in grado di effettuare (circa seimila al giorno in tutto il paese). Ad oggi si contano

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