Tra tutti i nemici della salute in generale e di quella mentale in particolare, la povertà è sicuramente il più temibile.
Nelle popolazioni a basso reddito, si concentrano i tassi più alti di morbilità, disabilità e mortalità per cause psichiatriche e comportamentali.

“L’assassino più spietato del mondo e la principale causa di sofferenza sulla terra è…la povertà estrema. Essa è la principale causa di riduzione dell’aspettativa di vita, di handicap e disabilità e di fame. La povertà è un importante fattore che contribuisce a malattia mentale, stress, suicidio, disgregazione familiare ed abuso di sostanze… Per molti, la prospettiva di una vita più lunga può sembrare più simile ad una punizione che ad un premio” (OMS, 1995).

Il debito con l’estero dei paesi in via di sviluppo è aumentato di 15 volte negli ultimi vent’anni: nel 1970 era 100 miliardi di dollari e nel 1992 di 1500 miliardi di dollari (UNICEF, 1996). Il divario tra poveri e ricchi del mondo si sta ampliando. La differenza di reddito pro capite tra i paesi industriali e quelli in via di sviluppo è triplicata negli ultimi 30 anni. I paesi in via di sviluppo con l’80% della popolazione mondiale controllano soltanto il 21% del PIL globale. Le disuguaglianze in termini di condizioni economiche e salute interne a molti paesi sono altrettanto grandi o anche maggiori di quelle tra nazioni.

Fame, privazioni, depressione e violenza colpiscono soprattutto le donne. All’interno della famiglia, proprio sulle donne gravano gli effetti negativi delle riforme economiche. Aborto selettivo, infanticidio femminile, discriminazione su base sessuale e mortalità materna hanno tutti un prezzo notevole sulla vita e la salute mentale delle donne.

I poveri stanno “ereditando” i problemi sanitari dei ricchi: “La gente dei paesi più poveri sta facendo propri molti degli stili di vita e dei comportamenti malsani del mondo industrializzato: occupazioni sedentarie, attività fisica insufficiente, diete irrazionali, tabacco, alcool e droghe” (World Health Report, 1997).
Anche se globalmente, in tutto il mondo, l’aspettativa di vita è molto aumentata, la maggiore longevità delle popolazioni a basso reddito non si è associata alla “compressione di morbilità” (cioè ad una salute migliore in età anziana) riscontrata nelle popolazioni a reddito medio ed alto.

Il carico di disturbi mentali continua a crescere. Le più importanti cause di infermità sono i disturbi depressivi, le lesioni autoprovocate, la demenza e l’alcool-dipendenza. Entro il 2020 la depressione sarà seconda soltanto alla cardiopatia ischemica come causa di carico mondiale di malattia. Nel 2025, tre quarti degli anziani affetti da demenza vivranno nelle società a basso reddito. I tassi di ritardo mentale e di epilessia sono da tre a cinque volte più alti in quelle società. Circa il 70-90% dei pazienti affetti da epilessia – una condizione trattabile per cui esiste una terapia farmacologica efficace e a costi ragionevoli – non ricevono farmaci anticonvulsivanti.