Il 25% della popolazione mondiale prima o poi viene colpita da un disturbo psicologico più o meno grave ma più di un terzo del carico globale di malattia sarebbe prevenibile se si riuscisse a modificare i comportamenti che aumentano il rischio di malattia.  Le attività volte alla prevenzione possono essere classificate in base a tre livelli di azione:

– attività di prevenzione primaria: interventi di natura sanitaria, sociale, economica ed educativa volti ad impedire che un determinato evento nocivo per la salute  possa manifestarsi;

– attività di prevenzione secondaria: interventi di diagnosi precoce, assistenza e cura, non svolti nell’ambito di un trattamento clinico in senso stretto ma effettuati in una sfera differente, con attenzione a target che comunemente non afferiscono ai contesti ambulatoriali;

– attività di prevenzione terziaria: interventi riabilitativi di natura sociale, economica e di reinserimento lavorativo volti ad impedire l’aggravamento e/o la riproposizione di eventi nocivi in un soggetto che è stato precedentemente sottoposto ad interventi terapeutici ed educativi.

L’evidenza clinica mostra che i fattori critici più importanti nel determinare l’evoluzione della malattia sono:

l’individuazione precoce degli “stati mentali a rischio” su cui é possibile intervenire per contrastarne l’evoluzione verso uno stato psicopatologico strutturato.

l’intervallo fra l’esordio dei sintomi e l’inizio del trattamento: la maggior lunghezza di quest’arco temporale si correla con un processo di guarigione più lento e incompleto, livelli di disabilità più alti, e maggiori costi sanitari collegati ad un maggior utilizzo dei servizi, sociali collegati alla minor autonomia.

il contrastare gli effetti dell’esclusione sociale dovuta allo stigma e alla discriminazione derivanti dalla malattia mentale, principali cause che ostacolano una tutela della salute mentale di qualità adeguata.

La lotta contro lo stigma che circonda la malattia mentale è il target principale di un’azione di promozione della salute mentale: purtroppo, da uno studio recente è emerso che circa i due terzi di persone affette da malattia mentale non fa ricorso ad alcuna terapia per migliorare la propria condizione, e che, nella maggior parte dei casi, l’ostacolo più grande a ricorrere alle cure specialistiche è dato proprio dai pregiudizi che circondano la malattia mentale.