Cittadinanza, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha avviato il progetto “Rafforzare i Sistemi di Salute Mentale nei Paesi a Basso e Medio Reddito” che prevede l’organizzazione a Rimini di tre Meeting Internazionali (2008-2011) dedicati al tema della salute mentale e al rafforzamento dei sistemi pubblici di assistenza, cura e riabilitazione dei malati mentali nei paesi a basso e medio reddito attraverso gli strumenti della cooperazione internazionale.

L’OMS ha messo a punto lo strumento WHO-AIMS (World Health Organization – Assessment Instrument for Mental Health Systems), per consentire ai paesi che lo utilizzano di effettuare una valutazione accurata dei propri sistemi di salute mentale, evidenziandone punti di forza e di debolezza, e poter quindi identificare concretamente le criticità e i bisogni e monitorare l’adeguatezza e l’efficacia degli interventi di riforma e di cambiamento.

Cittadinanza sostiene i paesi a basso e medio reddito che hanno già realizzato la valutazione attraverso il WHO-AIMS nel passaggio dall’analisi dei problemi alla concreta realizzazione di riforme sanitarie. Per questo, assieme all’OMS, organizza dal 2008 al 2011 tre meeting internazionali durante i quali circa 40 paesi a basso e medio reddito si incontrano a Rimini per presentare e approfondire progetti concreti di sviluppo e miglioramento dei loro servizi di salute mentale.

Organizzazioni di Cooperazione Internazionale, donatori e professionisti del settore hanno così l’opportunità di conoscere e discutere i programmi di questi paesi e di valutare la possibilità di concorrere alla loro realizzazione, dando in tal modo un contributo significativo agli interventi a sostegno dei diritti dei disabili mentali nei paesi più bisognosi.

Dal 2010, inoltre, Cittadinanza ONLUS continua la collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel promuovere ed implementare il programma mhGAP, che mira a dare nuovo impulso ai servizi di salute mentale in particolare nei paesi a basso e medio reddito. Tale programma afferma che con un’appropriata assistenza psicosociale e farmacologica, decine di milioni di persone potrebbero essere trattate per esempio per depressione, schizofrenia ed epilessia, iniziando così a condurre una vita normale, anche laddove le risorse sono scarse. La strada prioritaria per colmare l’enorme distanza tra i bisogni delle persone con disabilità mentale e le risposte a tali bisogni, è l’inclusione dei sistemi di salute mentale nei servizi sanitari di base dei paesi. Formando adeguatamente il personale sanitario non specializzato nella diagnosi e trattamento delle patologie mentali prevalenti s’intende dare una risposta immediata alle persone con disabilità mentale che altrimenti per mancanza di risorse e competenze non riceverebbero attenzione alcuna. Si tratta di tutta quella parte di popolazione dei paesi in via di sviluppo che non ha accesso a specialisti della salute mentale, semplicemente perché non esistono nel loro paese o perché non esistono in maniera sufficiente, ma che vengono a contatto con altri operatori sanitari, quali medici, infermieri, promotori di salute, che saranno formati in maniera da fornire loro un adeguato trattamento. Le linee guida sono brevi ma efficaci e permettono alle persone che soffrono di tali disturbi di non dover attendere un tempo interminabile prima di essere trattate o, ancora peggio, che vengano del tutto ignorate e lasciate prive di assistenza.