Il problema

In India 20-30 milioni di persone soffrono di malattia mentale, 9 milioni sono gravi. Ci sono meno di 40 ospedali psichiatrici per un totale di 20 mila letti, e circa 3 mila psichiatri, vale a dire approssimativamente 1 psichiatra per 3.000 persone con schizofrenia o altre psicosi, senza considerare gli altri disturbi mentali. L’estrema povertà del paese redige una lista di priorità tra le quali la malattia mentale non è inclusa. Ne consegue che chi è affetto da un disturbo mentale molto grave, come la schizofrenia o altre psicosi, non ha possibilità di ricevere nessun tipo di cure, specialmente se vive nei villaggi, nelle zone rurali o nei sobborghi urbani: né farmaci, né riabilitazione, né aiuto alle famiglie.

 

In India i disturbi psichiatrici hanno una prevalenza di circa il 6%. I servizi e le risorse messe a disposizione per la malattia mentale sono estremamente scarsi e, quando presenti, sono concentrati nelle aree urbane. Più del 70% della popolazione vive tuttavia in zone rurali e, pertanto, non ha accesso ai servizi di medicina; tale situazione fa sì che l’India sia uno dei paesi che per primo ha sviluppato un modello di Salute Mentale di Comunità come principale approccio di intervento. Inoltre, la grave carenza dei servizi pubblici viene compensata – anche se solo parzialmente rispetto al bisogno enorme – da una importante e significativa presenza di ong locali.

Le risposte di Cittadinanza

CHENNAI

2003 - 2005

Outreach Program – Progetto di Salute Mentale di Comunità

 Cittadinanza ha realizzato un progetto chiamato OUTREACH program (to reach the unreached, ovvero per raggiungere coloro che non sono raggiunti da nessuno) che ha lo scopo di aiutare le famiglie delle zone rurali e dei sobborghi urbani a seguire e curare un loro famigliare malato psichico grave; il progetto è in collaborazione con ScaRF (una ong indiana fondata nel 1984, che ha intrapreso numerosi programmi di salute mentale di comunità nelle zone rurali ed urbane della regione del Tamil Nadu). Il personale di questa organizzazione si reca nei sobborghi urbani e nelle zone rurali e lavora con le altre ONG di vario tipo presenti sul posto offrendo:

  1. formazione ai loro volontari sulla malattia mentale, sul riconoscimento, la segnalazione, il trattamento, la riabilitazione, attraverso seminari, filmati, interazioni, role playing
  2. la sensibilizzazione della comunità attraverso varie attività, tra cui una molta caratteristica che è il teatro di strada
  3. informazione e formazione alle famiglie, finalizzate ad una più consapevole ed effettiva convivenza/gestione con i loro famigliari malati
  4. promozione di gruppi di auto aiuto per i disabili mentali e per i loro familiari
  5. servizi di cura e di riabilitazione gratuiti.

Il progetto ha contribuito a sviluppare servizi di salute mentale basati sulla comunità utilizzando le risorse locali per promuovere l’identificazione, il trattamento iniziale e la segnalazione di persone con problemi mentali. E’ stato necessario, pertanto, dare supporto alle famiglie attraverso programmi psicoeducativi, sostegno emotivo e sociale, potenziamento delle associazioni dei familiari. Il trattamento dei pazienti nell’unità famigliare, infatti, evita la separazione dei pazienti dalle loro famiglie nel corso delle terapie, previene la cronicità, riduce la lunghezza del soggiorno ospedaliero e in ultimo aiuta nel ridurre sia lo stigma relazionato alla malattia mentale, sia il problema della riabilitazione e del reinserimento nella famiglia e nella comunità. Inoltre si è voluto sviluppare e valutare l’efficacia di un modello di cura per le persone affette da psicosi basato sulla collaborazione fra operatori della salute mentale e famigliari al fine di sollecitare il riconoscimento formale del ruolo delle famiglie da parte delle autorità sanitarie.

GURGAON

2004 - 2005

Outreach Program – Progetto di Salute Mentale di Comunità

Cittadinanza, con la collaborazione dell’OMS, ha sostenuto la Richmond Fellowship Society, un’organizzazione nata in UK nel 1959 che ha sviluppato numerosi programmi di Psichiatria di Comunità, nel progetto OUTREACH PROGRAM (to reach the unreached, ovvero per raggiungere coloro che non sono raggiunti da nessuno) con lo scopo di:

1) rendere i servizi di trattamento e di riabilitazione accessibili alle persone appartenenti alle classi economiche e sociali più svantaggiate;

2) generare la consapevolezza che la malattia psichiatrica deve essere trattata;

3) dare informazioni alla popolazione sulla malattia mentale;

4) contribuire alla riduzione dello stigma e dei falsi miti che riguardano la malattia mentale;

5) intervenire in materia di legislazione e di politica di salute mentale, favorendo le persone malate e i disabili.

Tramite il progetto è stata garantita la presenza sul territorio di servizi di tipo psichiatrico integrati con la medicina di base e disponibili in modo regolare; sono stati forniti servizi di diagnosi e cura (anche farmaci) gratuiti, è stato avviato un Centro Diurno utilizzando le risorse presenti nella comunità; infine nelle aree dove non siano presenti servizi di medicina di base, sono stati organizzati i CAMPS, una sorta di outpatient department dove il personale specialistico si reca regolarmente per visitare i pazienti psichiatrici dei villaggi circostanti, offrendo il trattamento farmacologico fino alla visita successiva; si è fornito materiale informativo sulla malattia mentale; sono stati formati i volontari in grado di identificare la malattia mentale e organizzati gruppi di supporto per le famiglie e per la comunità.

THIRUPORUR

2004 - 2011

Progetto di Salute Mentale di Comunità

In tale contesto opera Schizophrenia Research Foundation (SCARF) una ong indiana fondata nel 1984, che

tra il 1989 e il 1999 ha sostenuto un progetto di servizi comunitari di salute mentale a Thiroporur che in quegli anni ha registrato la presenza di circa 2000 pazienti psichiatrici di cui 500 affetti da patologia cronica grave. Il programma si proponeva di:

– identificare all’interno della comunità persone affette da disturbi psichiatrici;

– provvedere gratuitamente i servizi di trattamento e riabilitazione;

– sensibilizzare la popolazione rispetto al disagio mentale affrontando il problema dello stigma e delle false credenze che circondano la malattia mentale;

– integrare la salute mentale nell’infrastruttura sanitaria presente formando il personale della medicina di base (medici e paramedici) per il trattamento dei disturbi psichiatrici e dei problemi psicosociali correlati.

A distanza di cinque anni dalla conclusione del progetto, verificata la necessità di riattivare alcuni dei servizi del progetto, Cittadinanza ha deciso di sostenere SCARF per rilanciare l’intervento.

 

Al termine del progetto, gli obiettivi raggiunti sono stati:

  • creazione di un centro di salute mentale per la comunità a Thiruporur
  • individuazione e presa in cura di 130 pazienti
  • monitoraggio dei pazienti attraverso la telemedicina
  • avvio di un gruppo di operatori, adeguatamente formati nell’area della salute mentale, per l’individuazione e l’osservazione dei casi a livello territoriale
  • avvio di un percorso sperimentale per l’autonomia economica dei pazienti, attraverso l’allevamento di vacche per la vendita di latte
  • costituire un gruppo di auto-aiuto
  • avviare programmi psico-educativi e di sensibilizzazione per la popolazione.
  • distribuzione gratuita di farmaci